La Cina nel Mediterraneo allargato
Call for abstracts per la rivista scientifica OrizzonteCina.
Profilo della rivista
OrizzonteCina pubblica saggi originali e rigorosi in lingua italiana al fine di promuovere, a livello nazionale, una più articolata conoscenza del sistema politico, delle relazioni internazionali e delle dinamiche socioeconomiche della Repubblica popolare cinese e della più ampia collettività sinofona, anche in prospettiva diacronica. Combinando gli strumenti interpretativi propri delle scienze sociali con la sensibilità filologica degli studi d’area sinologici, la rivista ospita contributi di ricercatori/ricercatrici affermati/e ed emergenti con l’obiettivo di agevolare il dialogo tra diverse prospettive disciplinari, anche favorendo la traduzione di articoli proposti da studiosi/e stranieri/e.
A partire dal volume 16 (2025), la rivista sarà pubblicata da Il Mulino e sarà disponibile in open access sulla piattaforma Rivisteweb. I volumi precedenti rimangono accessibili dalla pagina dedicata del sito del Torino World Affairs Institute (T.wai).
Tema oggetto della sezione tematica del numero
Il Mediterraneo allargato, una regione che spazia fra tre continenti, si contraddistingue per l’estrema eterogeneità politica, economica, religiosa e demografica dei suoi Stati. Nonostante tale diversità, i paesi dell’Europa meridionale, Medio Oriente e Nord Africa che compongono questa regione sono accomunati da una crescente esposizione a una delle macro-trasformazioni più significative del XXI secolo: l’ascesa della Cina da potenza periferica a protagonista centrale del sistema internazionale.
Mentre il Mediterraneo ha sempre rappresentato un’area di interesse strategico per l’Italia, esso occupa tradizionalmente un ruolo marginale nella politica estera cinese. Ciò non implica che la regione sia stata ignorata in passato: già durante l’era maoista, Pechino considerava i paesi della regione come alleati naturali nella sua opposizione alle mire egemoniche delle superpotenze. Tuttavia, per gran parte della sua storia, la Repubblica Popolare non disponeva né degli strumenti né delle capacità per esercitare un’influenza significativa nella regione.
Con l’avvio delle riforme economiche, questa situazione è cambiata radicalmente: il Mediterraneo è divenuto un’area centrale per Pechino nella sua ricerca di risorse naturali per sostenere il proprio miracolo economico, nonché di nuovi mercati. Di conseguenza, la Cina ha dovuto formulare strategie mirate a proteggere le rotte commerciali, salvaguardare i propri interessi economici, e garantire la sicurezza dei cittadini cinesi presenti nella regione. Nonostante ciò, il ruolo della Cina nella politica regionale è rimasto a lungo marginale, limitandosi prevalentemente alla sfera economica, attraverso il commercio e gli investimenti, più di recente nel quadro della Belt and Road Initiative.
Sebbene questa dimensione economica continui a rappresentare il pilastro delle relazioni tra la Cina e il Mediterraneo, Pechino ha progressivamente assunto un ruolo politico e diplomatico sempre più rilevante. Questo cambiamento, un tempo impensabile in un’area storicamente dominata dall’influenza statunitense, è divenuto evidente nel 2023, quando Pechino ha contribuito al ripristino delle relazioni tra Iran e Arabia Saudita. Successivamente, Teheran è stata accolta come membro dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, mentre i BRICS si sono ampliati includendo Iran, Emirati Arabi Uniti, Egitto ed Etiopia, con altri paesi – tra cui Arabia Saudita, Turchia e Serbia – che hanno espresso interesse ad aderire. Al tempo stesso, la visione cinese dell’ordine internazionale, articolata in iniziative come la Global Development Initiative, la Global Security Initiative e la Global Civilization Initiative, sembra trovare un consenso sempre maggiore in gran parte della regione, specialmente dopo l’inizio della guerra a Gaza.
Oltre alla crescente influenza diplomatica, le capacità cinesi nei settori emergenti – come le energie rinnovabili, i veicoli elettrici e l’intelligenza artificiale – stanno suscitando un forte interesse da parte di numerosi paesi mediterranei, desiderosi di sfruttare la crescente frammentazione del commercio globale e le opportunità di sviluppo offerte da questi settori. Stati come Marocco, Turchia e Serbia, così come alcuni membri dell’Unione Europea, tra cui la Spagna, si stanno adoperando per attrarre aziende cinesi in cerca di soluzioni per aggirare o trarre vantaggio dalle misure protezionistiche imposte da Washington e Bruxelles, contribuendo così a ridefinire il ruolo del Mediterraneo nel nuovo ordine economico globale.
Questo numero di OrizzonteCina si propone di esaminare il rapporto tra la Repubblica Popolare Cinese e i paesi del Mediterraneo allargato. Il numero accoglie articoli non precedentemente pubblicati che offrano un contributo originale su tematiche relative a queste implicazioni, riferite in particolare (ma non esclusivamente) ai seguenti ambiti:
- La politica estera della Cina nella regione del Mediterraneo allargato:
- Storia delle relazioni della Cina con la regione o con singoli paesi o gruppi di paesi.
- Le reazioni di Stati della regione alla crescente rivalità tra Stati Uniti e Cina.
- L’impatto della mediazione cinese e l’efficacia delle sue missioni di peacekeeping nella regione.
- Il ruolo delle iniziative cinesi e delle organizzazioni multilaterali, come l’Organizza-zione per la Cooperazione di Shanghai, nel Mediterraneo allargato.
- La presenza economica della Cina nella regione del Mediterraneo allargato:
- L’evoluzione storica della presenza economica cinese nella regione.
- Casi studio sulle risposte degli attori commerciali cinesi presenti nella regione alle politiche commerciali dell’Unione Europea e degli Stati Uniti.
- L’impatto delle problematiche economiche della Cina sulle economie della regione o di singoli Stati.
- L’influenza della Cina nella formulazione delle norme nei settori emergenti.
Il Comitato editoriale di OrizzonteCina invita Autori e Autrici che desiderano contribuire alla riflessione su questi temi a inviare i propri abstract all’indirizzo email orizzontecina@tochina.it entro il 31 marzo 2025. Unitamente all’abstract, si prega di indicare quale tipologia di articolo si intende proporre, tra quelle ospitate da OrizzonteCina, in caso di accettazione dell’abstract.
Il calendario della lavorazione di questo numero di OrizzonteCina prevede le seguenti scadenze:
31/03/2025 – invio degli abstract in risposta a questa Call for abstracts
04/04/2025 – comunicazione della decisione sugli abstract accolti e declinati
31/07/2025 – consegna dell’articolo e avvio del processo di peer-review
20/09/2025 – comunicazione degli esiti del processo di peer-review
Dicembre 2025 – uscita del numero in formato digitale.
Si segnala che OrizzonteCina accoglie proposte di contributi sui temi di interesse della rivista anche al di fuori delle call for abstracts. Le proposte di saggi singoli possono essere inviate in qualunque momento dell’anno trasmettendo un abstract all’indirizzo email orizzontecina@tochina.it. Unitamente all’abstract, si prega di indicare quale tipologia di articolo si intenda proporre tra quelle ospitate da OrizzonteCina.
