Call for papers: Rivista “Sulla Via del Catai”

PROPOSTA PER RIVISTA “SULLA VIA DEL CATAI”.  TEMA: “IL PENSIERO POLITICO CINESE NEL XXI SECOLO. RADICI INDIGENE ED INFLUENZE ESTERNE”

Come è noto, il pensiero politico moderno nacque e si sviluppò in Cina in particolare a partire dall’ultima parte dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento, sotto la spinta delle varie correnti del pensiero europeo ma anche dello sforzo di fornire quella sintesi tra valori cinesi e modernità europea/occidentale che, per quanto possibile, preservasse i perni fondamentali della tradizione cinese. Fu in quel periodo, nel passaggio tra vecchio e nuovo secolo e nei primissimi decenni del Novecento, che il pensiero cinese venne dunque a contatto con le principali correnti e i più importanti concetti del moderno pensiero europeo/occidentale, tra cui nazionalismo, liberalismo, anarchismo, marxismo-leninismo, democrazia, popolo, cittadinanza, ecc. A distanza di un secolo circa da quegli eventi, appare utile cercare di riflettere su quale è oggi, nel nuovo secolo (e più in generale nel passaggio tra XX e XXI secolo), la situazione in Cina alla luce delle enormi e profonde trasformazioni economiche, sociali e culturali che hanno interessato quel paese. Negli ultimi decenni il potere e la legittimità del partito-stato hanno ampiamente poggiato sulle riforme economiche e sui benefici che essi hanno apportato alla gran parte della popolazione; tuttavia, l’ideologia non è scomparsa ma ha continuato a svolgere anche dopo la fine del maoismo – pur in un contesto profondamente diverso ed in forme spesso più sofisticate e sfumate – una funzione essenziale legandosi ai grandi temi ed obiettivi della prosperità e del rinnovamento nazionali, nonché all’esigenza di “rinnovare il marxismo”. Negli ultimi anni, poi, con l’ascesa al vertice di Xi Jingping, uno dei temi che è stato posto sempre più al centro è stato quello della creazione di una “civiltà spirituale socialista”: un obiettivo che mette in luce come il progresso materiale non sia considerato sufficiente per realizzare il “sogno cinese” e sia invece indispensabile realizzare allo stesso tempo un progresso spirituale, al fine di creare quel nesso vitale tra fiducia (del popolo)/speranza (della nazione)/potere del sistema partito-stato. La necessità di una “civiltà spirituale socialista” è stata tracciata cercando di combinare assieme idee e valori tipici della tradizione cinese, soprattutto confuciana (ad es. hexie/armonia), con altri (ad es. minzhu/democrazia) che sono penetrati in Cina dall’esterno ma che vengono posti in un contesto culturale indigeno il quale è in grado di trasformarne le implicazioni politiche legandole ad una narrativa che oggettivamente tende a sostenere il Pcc. In tal senso, non appare certo casuale che l’obiettivo del “rinnovamento culturale” e dello “sviluppo di un potere complessivo nazionale” guardi in modo prioritario – attraverso strategie educative – alle giovani elite le quali devono essere formate al fine di sostenere gli obiettivi nazionali; o che alle università si ponga l’obiettivo  di servire appieno lo stato formando “studenti innovativi” in grado di sostenere lo sforzo perché la Cina diventi un leader mondiale; o ancora che ai media si chieda di sostenere lo sforzo del Partito finalizzato a realizzare il “socialismo con caratteristiche cinesi”. Né è certo casuale che al fine di rendere possibile la creazione di una “civiltà spirituale socialista” alla fine del secolo scorso sia stata organizzata, nell’ambito del Comitato centrale, una Commissione di guida per la costruzione di una civiltà spirituale, la quale – assieme al Gruppo dirigente centrale per la propaganda e l’ideologia – svolge il cruciale compito di guidare, orientare e controllare la diffusione e disseminazione ideologica e di propaganda.

La CFP Date queste premesse, il numero speciale che si propone ha l’obiettivo di raccogliere una serie di contributi che pongano al centro la realtà e le trasformazioni del pensiero politico nella Cina del XXI secolo (ma in senso più ampio anche nel passaggio dal vecchio al nuovo secolo), affrontando in particolar modo correnti (confucianesimo nel mondo globale; post-maoismo e la “nuova sinistra”; gli “integrazionisti”, i quali guardano alla possibilità di una sintesi tra comunismo, cosiddetto “socialismo liberale” [vedi periodo di Deng Xiaoping] e confucianesimo; ecc.), temi (la “democrazia con caratteristiche cinesi” ed il rapporto confucianesimo-democrazia; il “rinnovamento del marxismo”; la “nuova teoria cinese delle relazioni internazionali”; le critiche al dominio in Occidente del “neoliberismo”; le strutture politiche ed organizzative del sistema partito-stato che operano nel campo del pensiero/ideologia; ecc.), principali pensatori ed interpreti.

Articolazione del numero. E’ previsto che il numero si articoli in una breve introduzione del curatore e in 7/8 contributi, ognuno dei quali di circa 30000 battute spazi , note e bibliografia finale essenziale inclusi e preparati secondo le norme che verranno inviate.

Invio delle proposte: Le proposte, corredate da un abstract di almeno 1500 battute/non più di 2000 battute, vanno inviate a: samarani@unive.it entro il 7 MARZO 2021. Entro fine aprile/inizi maggio il curatore, sentito anche il Comitato di Redazione, comunicherà l’accettazione o meno della proposta. SCADENZA PROROGATA AL: 15 APRILE 2021

Scadenza. I contributi accettati vanno inviati a samarani@unive.it entro il : 15 SETTEMBRE 2021; essi saranno sottoposti a peer review (double blind). SCADENZA PROROGATA AL: 15 OTTOBRE 2021

Pubblicazione. Si prevede che il numero possa essere pubblicato tra la fine del 2021 e gli inizi del 2022.

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