La scrittura cinese grazie alla sua natura segnico-figurativa si è da sempre configurata anche come espressione artistica, in particolare per quanto concerne l’estetica calligrafica. Ha, inoltre, rappresentato un forte elemento identitario per il popolo cinese che in essa ha sempre riconosciuto il proprio codice comunicativo, quale strumento di coesione sociale, oltrechè espressione culturale. Negli ultimi decenni i caratteri cinesi hanno acquisito sempre maggior rilevanza nell’indagine artistica, perché distaccandosi dall’ambito della calligrafia tradizionale hanno invaso ogni forma di espressione visiva, non solamente per aggiornare il loro senso e il loro significato, ma anche per riportare in auge la qualità allusiva dei loro tratti segnici. Si è dunque passati dalla loro destrutturazione a una completa riconfigurazione interpretata in mille modalità differenti. Partendo da tali presupposti, il panel si propone di ripercorre le varie tappe del percorso di ricerca sull’uso del carattere cinese, che ha interessato negli ultimi anni la riflessione artistica, ponendo particolare attenzione anche alle più attuali indagini e rivolgendosi in particolar modo all’arte dei graffiti. Nei graffiti, infatti, l’utilizzo dei caratteri cinesi acquisisce un significato particolare, culturalmente connaturato, e dà vita a soluzioni stilistiche del tutto originali. Il panel intende aprirsi anche a un approccio e confronto interdisciplinare, per accogliere qualsiasi ricerca legata all’uso dei caratteri cinesi e alla relativa riflessione critica ed estetica all’interno dei codici comunicativi che appartengono alla contemporaneità cinese.
Nomi partecipanti:
Adriana Iezzi, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Marco Meccarelli, Università di Catania, Macerata e Urbino
Marta Rosa Bisceglia, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Martina Merenda, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Nome ed e-mail del coordinatore: Adriana Iezzi, adriana.iezzi2@unibo.it
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