L’ambizione di costruire una dimensione “globale” della propria “identità nazionale” si dipana in Cina in diverse direzioni: ha una dimensione interna e una internazionale, e sviluppa dinamiche e tensioni tra “interno” ed “esterno” del Paese, e tra centro e periferia. Il panel vuole proporre una riflessione su aspetti diversi di queste dinamiche, che intercettano temi molto ampi, sui quali è utile lavorare con un’ottica fortemente interdisciplinare, che guardi anche alle scienze sociali, politiche, antropologiche.
I temi per ora enucleati in questa proposta, guardano alle tensioni tra “centro e periferia” e, – specularmente?- tra Cina e “resto del mondo” attraverso alcuni aspetti “esemplari”, che non esauriscono certamente il problema.
La tensione interna tra centro e periferia è evidente per esempio nella politica educativa nei confronti delle minoranze, che potrebbe richiamare antichi modelli di reductio ad unum della complessità del mondo, e potrebbe prefigurare una forma modernizzata di tianxia, incentrata comunque sulla cultura han.
La dicotomia “Cina-resto del mondo” percorre fortemene anche la narrazione della “nuova Cina” proposta da Xi Jinping nell’ampio – e ampiamente tradotto – corpus dei suoi discorsi: un’analisi socio-linguistica di tale corpus, nella sua tensione verso un “cosmopolitismo” “alla cinese”, consente ulteriori elementi di riflessione rispetto alle strategie guowai.
La tensione tra centro e periferia, e tra “interno” ed “esterno”, riguarda in modo massivo anche le politiche e le produzioni culturali. Il rapporto con l’eredità classica, la sua valorizzazione all’interno e all’esterno con l’obiettivo di costruire una nuova immagine di “Cina-potenza culturale” e – finalizzata anche a questo obiettivo, ma non riducibile ad esso – la questione della “rilettura” di tale eredita’ in chiave “moderna”, presentano aspetti complessi e talvolta contrastanti. La Cina è oggi un attore imprescindibile del mondo globale: è un ruolo nuovo, per interpretare il quale, governo centrale, dirigenza del PCC, realtà locali e/o minoritarie, istituzioni culturali più o meno direttamente condizionate dal centro propongono ricette spesso molto diverse. Esistono margini di autonomia rispetto al progetto del governo centrale?
Coordinatore: Stefania Stafutti
Partecipanti: Arianna Ponzini, Giovanna Puppin, Giovanni Andornino, Simona Novaretti, Barbara Leonesi, Nicoletta Pesaro, Elena Morandi, Monica De Togni, Luisa Prudentino, Valentina Punzi
Questo è un gruppo privato. Per entrare devi essere un membro registrato al sito e richiedere l’adesione al gruppo.
