Infanzia e istruzione sono tematiche che hanno per natura una componente universale, in quanto sono presenti nell’organizzazione sociale e nella storia del pensiero umano fin dai tempi più antichi, ma allo stesso tempo sono fortemente influenzate dall’ambiente culturale in cui si evolvono.
In Cina, riferimenti alle pratiche sociali finalizzate all’istruzione infantile e giovanile intesa come coltivazione morale, possono essere rintracciate già nel Liji 禮記. I testi classici e le formule rituali sono solo due degli elementi che hanno contribuito a modellare il carattere originale del bambino, la cui formazione, nel corso della storia del pensiero cinese, fu influenzata dalle grandi dottrine – buddhismo, daoismo e confucianesimo – e successivamente dall’incontro con l’Occidente. Dunque, come sono cambiate le rappresentazioni dell’infanzia e le pratiche dell’istruzione nel corso dei secoli? Quali precetti e consuetudini sono sopravvissuti all’alternarsi delle dinastie e delle dottrine ufficiali e quali invece sono stati messi in discussione? Infine, quale fu il contributo apportato da tradizioni esogene al sistema pedagogico cinese? Questi sono alcuni dei quesiti che il panel intende investigare, in vista della pubblicazione di un volume di saggi prevista per il 2022.
L’intento degli interventi proposti, basati sull’esame di un variegato corpus di fonti primarie, tra cui trattati filosofico-pedagogici, relazioni storiche, opere di narrativa, stampa periodica e arti visive, è quello di delineare una panoramica sulle diverse realizzazioni del processo di formazione dei giovani e sul loro inserimento nel contesto sociale in un arco di tempo che spazia dall’epoca Han alla tarda età imperiale e al primo periodo repubblicano.
Il percorso in esame privilegia l’analisi di opere e rappresentazioni letterarie che esplorano da una parte l’ambito prettamente morale e religioso (Falato, Lettere, Frei e Magnani), e dall’altra la sfera delle letture di intrattenimento (Di Toro, Leggieri, Vinci e De Nigris), in cui non è comunque raro scorgere un fine didascalico o moralizzante, e si conclude con una panoramica sui nuovi approcci educativi di inizio Novecento che hanno contribuito a plasmare il sistema didattico moderno (Rizzuto).
Organizzatrici del panel:
Giulia Falato (University of Oxford) giulia.falato@orinst.ox.ac.uk
Renata Vinci (Università degli Studi di Palermo) renata.vinci@unipa.it
Relatori e titoli degli interventi
1. Giulia Falato, University of Oxford: Spazi, ruoli ed istruzione dei bambini nella Cina del primo periodo imperiale.
2. Laura Lettere, Università degli Studi L’Orientale di Napoli: Quando l’enfant prodige diventa un maestro: il paradosso dell’insegnamento nella tradizione buddhista cinese
3. Elisa Frei, Boston College: La gioventù cinese nelle Istorie della Compagnia di Gesù di Daniello Bartoli (XVII secolo)
4. Arianna Magnani, Università degli Studi di Enna “Kore”: Una sintesi di stratagemmi educativi: il capitolo xuntong men 訓童門 nei riyong leishu 日用類書
5. Anna di Toro, Università per Stranieri di Siena: Crisi dell’educazione tradizionale e modelli alternativi nel Rulin waishi
6. Antonio Leggieri, Università del Salento/Università di Vienna: L’istruzione dei giovani protagonisti de Il Sogno della Camera Rossa
7. Renata Vinci, Università degli Studi di Palermo: La stampa per ragazzi e le attività ludiche per giovani lettori nella Cina a cavallo tra XIX e XX secolo
8. Ornella De Nigris, Sapienza Università di Roma: La rappresentazione dell’infanzia nelle opere pittoriche e letterarie di Feng Zikai (1898 – 1975)
9. Giuseppe Rizzuto, Università di Palermo: Le trasformazioni degli approcci educativi cinesi di primo Novecento attraverso l’opera di Ye Shengtao (1894 – 1988)
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