La Cina e la sua diaspora: il caso italiano
Call for abstracts per la rivista scientifica OrizzonteCina
Profilo della rivista
OrizzonteCina pubblica saggi originali e rigorosi in lingua italiana al fine di promuovere, a livello nazionale, una più articolata conoscenza del sistema politico, delle relazioni internazionali e delle dinamiche socioeconomiche della Repubblica popolare cinese e della più ampia collettività sinofona, anche in prospettiva diacronica. Combinando gli strumenti interpretativi propri delle scienze sociali con la sensibilità filologica degli studi d’area sinologici, la rivista ospita contributi di ricercatori affermati ed emergenti con l’obiettivo di agevolare il dialogo tra diverse prospettive disciplinari, anche favorendo la traduzione di articoli proposti da studiosi stranieri.
Tema oggetto della sezione tematica del numero
L’Italia detiene ormai da diversi decenni il primato europeo per quanto riguarda la consistenza numerica dell’insediamento stabile sul proprio territorio di cittadini della Repubblica Popolare Cinese. La diaspora cinese in Italia, infatti, conta circa 300.000 persone che sono cittadini cinesi, cui è possibile sommare circa 15.000 persone cinesi d’origine ma naturalizzate italiane. Malgrado tale popolazione possa apparire esigua rispetto alla consistenza ben più ampia di cittadini britannici o francesi di origine cinese, quello che la rende un caso singolare e meritevole di considerazione più approfondita e sistematica è il più stretto rapporto che la lega alla madrepatria. Questo legame, sul piano politico, economico e culturale, oltre che personale ed emotivo, assume una rilevanza particolare nel caso italiano, perché oltre un terzo dei cinesi d’Italia è nato o cresciuto in questo paese e la Cina la conosce solo attraverso le narrazioni veicolate dall’educazione complementare in lingua cinese cui può essere stata esposta durante l’infanzia e l’adolescenza, dal racconto idiosincratico e venato di nostalgia dei propri genitori e nonni, nonché da occasionali permanenze nel paese degli avi durante la prima infanzia o nel corso di saltuari soggiorni estivi. Malgrado ciò, le relazioni che legano la madrepatria cinese ai propri cittadini residenti all’estero negli ultimi quindici anni si sono fatte sempre più fitte e cariche di significati che vanno al di là del ruolo che le politiche di coinvolgimento e governo della diaspora avevano tradizionalmente prefigurato nel corso del trentennio delle riforme, quando sostanzialmente alla diaspora era chiesto soprattutto di veicolare investimenti per lo sviluppo e la modernizzazione del paese. Dalla metà degli anni Duemiladieci, gli Huaqiao o “cinesi d’oltremare” hanno assunto un ruolo assai più rilevante nel discorso politico cinese, essendo stati esplicitamente indicati tra i protagonisti irrinunciabili della grande missione storica della “rinascita della nazione cinese”. A essi compete l’onore e l’onere di veicolare “correttamente” l’immagine della nazione fuori dalla Cina, di sostenerne le aspirazioni e le priorità politiche. Parallelamente si è rafforzata la retorica dell’identità cinese e dell’appartenenza sempiterna alla nazione cinese, che trascende passaporti e adattamenti culturali a contesti non cinesi, ma che conserva e perfino accresce il proprio vigore parallelamente all’ascesa economica e politica della Cina. All’associazionismo della diaspora, alle sue agenzie di socializzazione e di riproduzione culturale, è dunque demandato il compito di mantenere salda la consapevolezza identitaria e conforme la narrazione della madrepatria, della sua civiltà e del suo retaggio linguistico-culturale, che vi si tramanda. In questo processo di maggiore dispiegamento di strategie e prassi nuove di diaspora engagement e di diaspora governance, tuttavia, resta poco margine per il riconoscimento dei complessi processi di accomodamento identitario e di integrazione linguistico-culturale che caratterizzano da sempre l’esperienza diasporica e che, nella presente parabola declinante dell’emigrazione dalla Cina verso l’Italia (in continuo calo dal 2010), assumono maggior rilevanza che mai.
Questo numero di OrizzonteCina si propone dunque di sondare i diversi aspetti e le diverse implicazioni del rapporto tra la Repubblica Popolare Cinese e la sua diaspora in Italia. Il numero accoglie articoli non precedentemente pubblicati che offrano un contributo originale su tematiche relative a queste implicazioni, riferite in particolare (ma non esclusivamente) ai seguenti ambiti:
- Sviluppo storico, territoriale e sociale dell’associazionismo cinese in Italia:
- Storia dell’associazionismo cinese in Italia e dei suoi protagonisti;
- Caratteristiche e sviluppo territoriale dell’associazionismo cinese in Italia;
- Rilevanza economica, sociale, politica e culturale dell’associazionismo cinese in Italia;
- Sviluppo, caratteristiche e operatività delle scuole complementari cinesi in Italia;
- Caratteristiche, opportunità e criticità del rapporto tra le organizzazioni della diaspora cinese, le istituzioni governative e non governative cinesi preposte al loro coinvolgimento/coordinamento e le rappresentanze diplomatiche della RPC presenti sul territorio italiano.
- Politiche e pratiche di coinvolgimento e governo della diaspora:
- Sviluppo storico delle politiche di coinvolgimento e governo della diaspora cinese da parte del PCC e delle istituzioni governative e non governative cinesi a esse preposte;
- Studio di casi relativi all’implementazione di tali politiche e prassi in diverse realtà della diaspora cinese in Italia (es. centri servizi territoriali per i cinesi d’oltremare, adozione di specifici curricula nelle scuole complementari, ecc.);
- Produzioni culturali e letterarie inerenti all’esperienza diasporica e al suo ruolo nella costruzione della modernità cinese in Italia e in altri contesti diasporici cinesi d’Europa (in ottica comparativa);
- L’importanza riservata alla storia della diaspora cinese nelle produzioni culturali contemporanee della RPC, in particolare quelle dedicate alla storia e alla memoria, come musei, mostre, monumenti ecc.
Il Comitato editoriale di OrizzonteCina invita autori e autrici che desiderano contribuire alla riflessione su questi temi a inviare i propri abstract all’indirizzo email orizzontecina@tochina.it entro il 15 gennaio 2025. Unitamente all’abstract, si prega di indicare quale tipologia di articolo si intende proporre, tra quelle ospitate da OrizzonteCina, in caso di accettazione dell’abstract.
Autori e autrici i cui abstract saranno accettati possono trovare sul sito della rivista le norme editoriali per la successiva stesura dei saggi, unitamente alle informazioni sul processo di peer-review.
Il calendario della lavorazione di questo numero di OrizzonteCina prevede le seguenti scadenze:
15/01/2025 – invio degli abstract in risposta a questa Call for abstracts
20/01/2025 – comunicazione della decisione sugli abstract accolti e declinati
31/03/2025 – consegna dell’articolo e avvio del processo di peer-review
30/04/2025 – comunicazione degli esiti del processo di peer-review
Giugno 2025 – uscita del numero in formato digitale.
Si segnala che OrizzonteCina accoglie proposte di contributi sui temi di interesse della rivista anche al di fuori delle call for abstracts. Le proposte di saggi singoli possono essere inviate in qualunque momento dell’anno trasmettendo un abstract all’indirizzo email orizzontecina@tochina.it. Unitamente all’abstract, si prega di indicare quale tipologia di articolo si intenda proporre tra quelle ospitate da OrizzonteCina e menzionate sopra.
