XIX Convegno AISC 2023
21–23 settembre 2023
Dipartimento Istituto Italiano di Studi Orientali (ISO)
Università di Roma “Sapienza”


Elenco dei panel e degli interventi con abstracts

Elenco completo in pdf

Panel  A – Gli studi linguistici nel panorama della sinologia italiana contemporanea

Panel  B – Le costruzioni verbali risultative in cinese L1 e L2: dai dati all’analisi

Panel  C – Indagini sulla didattica – quale relazione tra insegnare ed apprendere nelle discipline linguistico-letterarie

Panel  D – Manoscritti e cultura testuale nella Cina classica: prospettive e metodologie

Panel  E – Un breviario cinese del Mediterraneo: come le fonti cinesi di epoca imperiale raccontano il “mare tra le terre”

Panel  F – Oltre il testo: creatori, promotori e distributori della letteratura cinese moderna e contemporanea

Panel  G – Identità? Non per forza. Cinesità e oltre nella letteratura sinofona moderna e contemporanea

Panel  H – Transfer di conoscenze attraverso la traduzione missionaria: percorsi transculturali di testi ed immagini

Panel  I – Agostino Biagi (1882-1957): il sinologo ritrovato

Panel  L – Gli italiani in Cina nel periodo moderno e contemporaneo: testimonianze, documenti, biografie. Il progetto “Database di Biografie degli italiani in Cina: 1866-1911” (DBIC 1866-1911)

Panel  M – Mobilità culturale tra Cina ed Europa negli ultimi 150 anni

Panel  N – La Russia come ponte tra Cina ed Europa nei secoli XVIII-XIX

Panel  O – Natura, tecnologia e uomo in prospettiva cinese

Panel  P – Politica, ideologia e sviluppo scientifico: il ruolo della scienza, della medicina e della tecnologia nella costruzione dello Stato cinese moderno

Panel  Q – Discorso e politica nella Cina contemporanea

Panel  R – I media nella Cina del XXI secolo tra politica e intrattenimento: testi, discorsi, narrazioni

Panel  S – La calligrafia cinese tra contaminazioni artistiche e nuovi linguaggi espressivo-comunicativi

Panel  T – Luoghi di culto e pratiche religiose dei cinesi in Italia

Proposte individuali

Tavola Rotonda A – La popolazione studentesca universitaria italiana e la Cina: percezioni e competenze

Tavola Rotonda B – Insegnare la letteratura cinese con le TIC, tra competenze tradizionali e digitali


PANELS

Panel A

Gli studi linguistici nel panorama della sinologia italiana contemporanea

Abstract: La storia degli studi cinesi nell’àmbito italofono, come è noto, affonda le sue radici negli studi linguistici, filigrana epistemologica della sinologia italiana sin dall’epoca delle prime opere missionarie sulle lingue sinitiche. A distanza di secoli dai contributi dei pionieri della linguistica cinese, gli studi scientifici sulle lingue sinitiche nelle istituzioni accademiche italiane hanno conosciuto uno sviluppo senza precedenti proprio nelle prime decadi del XXI secolo, con numerose/i studiose/i attive/i e una crescente attenzione ai temi linguistici nelle scuole dottorali. Oltre agli indirizzi di ricerca improntati ai temi più centrali delle scienze del linguaggio, abbiamo assistito ad una diffusione capillare dei presupposti teorici e dei metodi di indagine propri della linguistica (teorica, acquisizionale, tipologica, etc.) in territori ad essa affini, quali le riflessioni glottodidattiche, gli studi traduttologici, o l’analisi critico-letteraria.
Dunque, lo scopo di questo panel è riunire interventi che siano rappresentativi dei diversi percorsi di ricerca nel dominio linguistico lato sensu, ossia che comprendano non solo le espressioni più consolidate della linguistica cinese, ma anche applicazioni innovative di questi strumenti in aree diverse. Saranno particolarmente apprezzate proposte di early career researchers, inclusi studenti/esse di Dottorato, per dare visibilità alle nuove prospettive nel campo. 

Coordinatrici/tore: Chiara Piccinini (Università Cattolica Milano), Emanuele Raini (Università di Napoli L’Orientale) 
Valeria Varriano (Università di Napoli L’Orientale), Serena Zuccheri (Università di Bologna)

Discussant/Moderatrice: Bianca Basciano (Università Ca’ Foscari Venezia)

Partecipanti:
• Giorgio Francesco Arcodia (Univeristà Ca’Foscari Venezia): La grammaticalizzazione della categoria del ‘tempo’ nelle lingue sinitiche.
Giulia Falato (University of Oxford): Spazi di dialogo interculturale nella Cina del XVII secolo: le traduzioni gesuite dei Dieci Comandamenti.
Alessandro Leopardi (Sapienza Università di Roma): Il pidgin russo-cinese: una ricognizione.
Patrizia Pacioni (SOAS): Doppie costruzioni possessive in cantonese.
Tommaso Pellin (Università di Bergamo): Politiche linguistiche e cultura organizzativa in Cina: lo stato dell’arte.
Chiara Piccinini (Università Cattolica di Milano): Strategie linguistiche di persuasione adottate nel linguaggio pubblicitario da compagnie occidentali in Cina: due casi studio.
Emanuele Raini (Università “L’Orientale” di Napoli): Dizionari manoscritti cinese-europeo. Osservazioni sul loro valore nella storia della lessicografia bilingue.
Francesca Restucci (Università di Bologna): Sottotitolazioni professionali e non professionali in Cina. Strategie linguistiche e traduttive dei riferimenti culturali nella serie L’amica geniale.
Carlotta Sparvoli (Università Ca’Foscari Venezia): Abilità, fattibilità e riuscita. Valore modale e tratti distintivi di néng, kĕ e dé in cinese classico.
Valeria Varriano (Università “L’Orientale” di Napoli) e Serena Zuccheri (Università di Bologna): Script emotivi per l’identificazione e la comunicazione delle espressioni di rabbia in italiano e in cinese.
Han Wang (Università di Bologna): Mediazione interlinguistica e interculturale nell’interpretazione tra l’italiano e il cinese.
Yating Yu (Università della Tuscia): I manuali di cinese nel fondo Bertuccioli: un confronto tra il Guoyu jiejing 國語捷徑 (Cursus Litteraturae Sinicae Colloquialis) e lo Hanwen jinxie 漢文進偕.

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Panel B

Le costruzioni verbali risultative in cinese L1 e L2: dai dati all’analisi

Abstract: L’etichetta ‘costruzioni verbali risultative’ (CVR) indica una famiglia di costruzioni del cinese che comprende i risultativi sintattici, i composti risultativi, i composti formati da un verbo seguito da un phase complement e le costruzioni direzionali. I risultativi sintattici e i composti risultativi sono formati da un verbo principale che denota un evento e un predicato secondario che esprime il risultato di questo evento. Si tratta di eventi complessi, in cui i predicati sono legati da una relazione causale. I phase complements, invece, si focalizzano su una determinata fase dell’evento, mentre le costruzioni direzionali riguardano eventi di moto che hanno come risultato la posizione raggiunta dall’oggetto che si sposta (Li e Thompson 1981).
I problemi che le CVR pongono a livello teorico e acquisizionale sono stati oggetto di numerosi studi, basati su diverse prospettive di ricerca e metodi di indagine. Oltre ai lavori di stampo semantico e sintattico (cfr. es. Li 1990; Huang 1992; Cheng e Huang 1994; Sybesma 1999; Her 2004, 2007; Basciano 2010, 2019), queste costruzioni sono state analizzate anche da una prospettiva cross-linguistica (Talmy 2000). Inoltre, dal punto di vista dell’acquisizione, alcuni studi hanno evidenziato le difficoltà incontrate da apprendenti con lingue prime tipologicamente distanti dal cinese (Wu 2011; Romagnoli 2018; Azeem, Hussain e Qureshi 2021; E, Lu e Zhang 2019; Yao 2022).
Gli obiettivi principali di questo panel sono: 1) presentare criticamente i principali risultati degli studi condotti sinora nell’ambito dei composti risultativi, dei phase complements e delle costruzioni direzionali; 2) introdurre i principali problemi che permangono nell’analisi dei risultativi (inclusi i phase complements) e dei direzionali; 3) descrivere la struttura informativa di queste costruzioni; 4) descrivere queste costruzioni anche alla luce delle caratteristiche tipologiche delle lingue prime (e seconde) coinvolte; 5) proporre delle soluzioni metodologiche adottate per l’indagine del processo acquisizionale di queste costruzioni nel cinese L2 da parte di apprendenti italofoni.

Coordinatrici: Bianca Basciano (Università Ca’ Foscari Venezia), Chiara Romagnoli (Università Roma Tre)

Discussant/Moderatrice: Carlotta Sparvoli (Università Ca’ Foscari Venezia)

Partecipanti:
Giorgio Francesco Arcodia (Università Ca’ Foscari Venezia): Le costruzioni verbali risultative in prospettiva tipologica.
Bianca Basciano e Marco Casentini (Università Ca’ Foscari Venezia): I composti risultativi del cinese: classificazione e struttura dell’evento.
Bianca BascianoMarco Casentini e Alessia Iurato (Università Ca’ Foscari Venezia): Una proposta metodologica per lo studio dell’acquisizione dei composti risultativi da parte di apprendenti italofoni di cinese L2/LS.
Carmen Lepadat (Università di Roma Tre): L’acquisizione dei composti verbali direzionali: Stato dell’arte, criticità e specificità degli apprendenti italofoni di cinese L2.
Anna Morbiato (Università Ca’ Foscari Venezia): Composti risultativi, struttura informativa e realizzazioni argomentali: un’analisi corpus-based.
Chiara Romagnoli e Carmen Lepadat (Università di Roma Tre): L’espressione degli eventi di moto in cinese parlato: un’analisi corpus-based dei direzionali semplici e complessi.

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Panel C

Indagini sulla didattica – quale relazione tra insegnare ed apprendere nelle discipline linguistico-letterarie

Abstract: Il modello di didattica learner centered enfatizza il ruolo dello studente all’interno del processo educativo, considerandone caratteristiche, bisogni e obiettivi. Secondo tale modello il docente non è “emissario” dell’elemento culturale ma diviene destinatario delle comunicazioni dello studente, del quale deve saper guidare le potenzialità al fine dell’apprendimento. Lo studente e il contesto educativo divengono, pertanto, l’oggetto dell’osservazione scientifica.
Solo di recente si è iniziato, in Italia, a rivolgere interesse a modalità e condizioni didattiche delle discipline sia linguistico che culturali della Cina, riconoscendo, assieme a quello della disciplina di per sé, anche il valore della pratica didattica, intesa come relazione tra insegnamento e apprendimento.
Il panel propone e mira a raccogliere ricerche nell’ambito della didattica delle discipline linguistico-letterarie della Cina, che esplorano tale relazione, accogliendo indagini volte a supportare il percorso di attivazione dell’apprendimento; nello specifico accoglie ricerche relative all’apprendere (fattori motivazionali, affettivi o sociali; caratteristiche individuali; difficoltà o specificità acquisizionali) e all’insegnare (tecniche e materiali didattici, apprendimento collaborativo, uso della tecnologia, classe rovesciata; pianificazione e obiettivi dei processi didattici).

Coordinatrice: Gloria Gabbianelli (Università di Urbino Carlo Bo)

Discussant/Moderatori: Gloria Gabbianelli (Università di Urbino Carlo Bo), Andrea Scibetta (Università per Stranieri di Siena)

Partecipanti:
Gloria Gabbianelli (Università di Urbino Carlo Bo): Conoscenza metalinguistica e apprendimento del cinese LS in studenti universitari principianti.
Andrea Scibetta (Università per Stranieri di Siena): Tecniche didattiche per la lingua cinese: riflessioni teorico-metodologiche e proposte operative.
Enrica Peracin (Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia): Manuali universitari di cinese LS: strategie di presentazione delle classi lessicali agli studenti italofoni.
Irene Verzì (Sapienza Università di Roma): L’acquisizione della lettura dei caratteri cinesi in apprendenti italofoni dislessici: uno studio dei movimenti oculari
Li Ying (Università degli Studi Internazionali di Roma): La didattica blended nell’insegnamento del cinese LS.
Claudio Gebbia (Sapienza Università di Roma): Stato dell’arte sull’utilizzo dei neologismi in didattica del cinese LS.
Davide Francolino (Università per Stranieri di Siena): Acquisizione prosodica del cinese LS: proposte e prospettive didattiche.
Frine Beba Favaloro (Università di Macerata): La personalizzazione come strumento per lo studio del cinese.
Laura Locatelli (Università Ca’ Foscari Venezia): La costruzione passiva con bèi nel cinese L2 di apprendenti italofoni: uno studio preliminare.   
Alessia Iurato (Università Ca’ Foscari Venezia): Progettazione e compilazione del corpus BILCC (Bimodal Italian Learner Corpus of L2 Chinese): criteri metodologici, impieghi e direzioni future.

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Panel D

Manoscritti e cultura testuale nella Cina classica: prospettive e metodologie

Abstract: Il ritrovamento negli ultimi decenni di ingenti quantità di fonti manoscritte su bambù e seta databili dal IV al I sec. a.C. ha comportato una ridefinizione delle metodologie e degli obiettivi di ricerca sulla Cina antica in diversi ambiti: dalla linguistica alla filologia, dagli studi letterari a quelli storici.
Qual è dunque in Italia lo stato degli studi sui manoscritti cinesi del periodo classico?
L’obiettivo di questo panel è di creare uno spazio di confronto tra quegli studiosi che, da diverse prospettive, incorporano queste fonti nella propria attività di ricerca. Al contempo mostreremo come l’adozione in un’ottica multidisciplinare di determinate metodologie – filologiche, ermeneutiche, storiografiche, ma anche quantitative e digitali (seppur, queste ultime, al momento ancora in nuce) – apra delle ampie prospettive d’indagine che travalicano la cultura testuale della Cina classica, prestandosi a un’adozione in molteplici altri campi di studio.

Coordinatori: Attilio Andreini (Università Ca’ Foscari Venezia), Mirko Bergamini (Sapienza Università di Roma), Michele Pulini (Università Ca’ Foscari Venezia)

Discussant/Moderatrice: Giulia Baccini (Università Ca’ Foscari Venezia)

Partecipanti:
Attilio Andreini (Università Ca’ Foscari Venezia): Una riflessione sull’apporto delle fonti manoscritte nello studio del cinese classico a partire dai segni d’interpunzione e dalle parole “vuote”.
Mirko Bergamini (Sapienza Università di Roma): Lo Cangjie pian: storia del testo attraverso lo studio dei manoscritti.
Michele Pulini (Università Ca’ Foscari Venezia): Nuove lenti per l’indagine linguistica dei manoscritti cinesi antichi: applicazioni e potenziale delle scienze umane digitali.
Francesca Puglia (Università di Berna): Conoscere il cielo nel Taiyi sheng shui 太一生水e nel Chu bo shu 楚帛書.
Flaminia Pischedda (University of Oxford): Struttura, forma e materialità del testo: il caso dello Shifa.

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Panel E

Un breviario cinese del Mediterraneo: come le fonti cinesi di epoca imperiale raccontano il “mare tra le terre”

Abstract: Racchiuso tra le coste di tre continenti, il Mediterraneo è da sempre vissuto e narrato come “spazio transculturale”, “continente liquido” che racchiude molti popoli, culture ed economie (Abulafia, The Great Sea, 2011: xxiii). Descrivere il Mediterraneo è impresa ardua se ha pretesa di onnicomprensività: per Braudel esso è infatti “non un paesaggio ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma una sequenza di mari. Non una civiltà ma tante civiltà affastellate una sull’altra” (La Méditerranée. L’Espace et l’Histoire, 1985: 8).
Mediterranean Studies si occupano di ricostruire la storia e la narrazione di questo complesso spazio che “non è solo geografia” (Matvejević, Breviario mediterraneo, 2006: 18) e che quindi va descritto in termini altri da quelli puramente geografici. Per questo Matvejević costruisce un breviario del Mediterraneo che travalica la retorica delle narrazioni tradizionali per affidarsi a un lessico del mare. Accanto all’approccio storiografico, un altro modo di raccontare questa regione è andato quindi affermandosi partendo da parole chiave e tematiche condivise.
Seguendo questa modalità, il panel presenta una raccolta di case studies per esplorare la narrazione cinese del Mediterraneo come “spazio transculturale” partendo da fonti geografiche di epoca Tang per giungere ai diari di viaggio dei primi del Novecento. Le prime fonti cinesi menzionano sommariamente il Mediterraneo già in epoca Han, ma le informazioni si sono arricchite nei secoli, penetrando nel substrato culturale, grazie anche al contributo dei primi esploratori di epoca Song e Yuan, all’apporto dei missionari gesuiti e protestanti, che hanno ispirato un’intensa produzione di traduzioni e opere enciclopediche, fino ad arrivare ai numerosi diari di viaggio, popolari soprattutto dopo la prima missione cinese in Occidente del 1866.
Accogliendo inoltre l’invito di Matvejević a emanciparsi dal punto di osservazione eurocentrico (2006: 19), questo panel racconta il Mediterraneo dal punto di vista cinese e compie un passo avanti rispetto agli studi esistenti sulla percezione cinese dell’altro, finora principalmente dedicati alle singole identità nazionali. Si tenterà quindi di stilare un breviario del Mediterraneo in termini cinesi, che include (ma non si limiterà a) tematiche chiave come mare, mercati, credenze religiose, leggi, iconografie e eredità culturali, che serva da primo passo per un’indagine estensiva sulla formazione e lo sviluppo della percezione del Mediterraneo in ottica transculturale come culla di civiltà.

Coordinatrice: Renata Vinci (Università degli Studi di Palermo)

Discussant/ModeratriceRenata Vinci (Università degli Studi di Palermo)

Partecipanti: 
Maurizio Paolillo (Università di Napoli L’Orientale): Il volo della fenice. Dall’Egitto alla Cina.
Francesca Fariello (Università di Napoli L’Orientale): “Da Yuan 大宛 Da Qin 大秦: l’ecumene greco-ellenistica nelle fonti cinesi.
Victoria Almonte (Università della Tuscia): Il Mediterraneo come via della fede: il divino e il soprannaturale descritti in chiave transculturale da Du Huan e altre opere geografiche Tang e Song.
Ileana Amadei (Sapienza Università di Roma): Tracce di Mediterraneo nel Daoyi zhilüe di Wang Dayuan (1349): un percorso tra le terre e i prodotti di un mare forse mai attraversato
Lara Colangelo (Università di Chieti-Pescara G. D’Annunzio): Il diritto romano come elemento di cultura immateriale europea e mediterranea nelle fonti cinesi di epoca tardo Qing.
Renata Vinci (Università degli Studi di Palermo): «Blu a perdita d’occhio, gli antichi eroi mi fanno visita»: il paesaggio marino come ispirazione per una storia transculturale del Mediterraneo in Kang Youwei.
Gabriele Tola (Sapienza Università di Roma): Mediterraneo transculturale nella letteratura di viaggio cinese: la descrizione di monumenti e reperti in Oumei manyou riji (1937). 

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Panel F

Oltre il testo: creatori, promotori e distributori della letteratura cinese moderna e contemporanea

Abstract: Nel panorama accademico, gli studi sulla letteratura cinese si sono incentrati principalmente sull’analisi di opere letterarie attraverso close readings e teorie culturali. Tale approccio ha permesso di evidenziare variazioni e continuità nella produzione letteraria cinese. Al tempo stesso, la tendenza a favorire un focus privilegiato sui testi ha avuto come effetto collaterale quello di mettere in secondo piano le agencies che partecipano alla loro produzione: non solo gli scrittori ma tutti coloro che contribuiscono alla creazione, promozione, e distribuzione di opere letterarie, intese sia materialmente come testi cartacei (talvolta digitali), sia come lavori il cui riconoscimento si basa sull’appartenenza a canoni, generi più o meno consolidati, tendenze e movimenti (o sulla critica degli stessi). In tale categoria rientrano, per esempio, i membri dei comitati editoriali, gli agenti letterari, gli illustratori, i traduttori, ma anche critici, studiosi, comunità di scrittori e di lettori (fandom). Tali figure trovano spesso impiego all’interno di istituzioni come case editrici, università, centri di ricerca, uffici culturali ma, in un contesto editoriale internazionale sempre meno rigidamente strutturato come quello contemporaneo, possono agire in modo indipendente o tangenziale rispetto a queste. Adottando una prospettiva informata dalla sociologia della letteratura, il nostro panel raccoglie contributi su temi correlati a:
• agenti nella canonizzazione di generi e opere letterarie
• il ruolo di associazioni o comunità di scrittori, traduttori e lettori
• il ruolo delle case editrici e delle fiere del libro
• dinamiche sociologiche della traduzione nella circolazione dei testi a livello transnazionale

Coordinatrice: Federica Passi (Università Ca’ Foscari Venezia)

Discussant/Moderatrici: Anna Di Toro (Università per Stranieri di Siena), Rosa Lombardi (Università di Roma Tre)

Partecipanti: 
Gloria Cella (Sapienza Università di Roma): Il fantasy nelle riviste di letteratura cinese contemporanea: la comunità di scrittori, editori e lettori.
Chiara Cigarini (Università Ca’ Foscari Venezia): Sogni fantascientifici e interpreti di sogni: la ricezione della fantascienza cinese in Italia.
Mario De Grandis (University College Dublin): La comunità letteraria Hui: centri e periferie come categorie di analisi nello studio della letteratura etnica (minzu wenxue) contemporanea.
Marco Fumian (Università di Napoli L’Orientale): Produzione culturale e narrazione letteraria nella nuova era di Xi Jinping. 
Wenxin Jin (Università Ca’ Foscari): Creare l’altro, rispecchiare il sé: le immagini della Francia nelle traduzioni dei romanzi francesi nella prima Repubblica cinese.
Paolo Magagnin (Università Ca’ Foscari Venezia): Un macrogenere di periferia: la circolazione internazionale del poliziesco cinese.
Federica Passi (Università Ca’ Foscari Venezia): Creare la letteratura attraverso la traduzione: la traduzione della letteratura di Taiwan in italiano in un’ottica sociologica.
Nicoletta Pesaro (Università Ca’ Foscari Venezia): Generi come ‘attori’ nella costruzione, promozione e traduzione della letteratura cinese moderna.
Federico Picerni (Università Ca’ Foscari Venezia): Veicoli della realtà: il (para)realismo politico-letterario dell’‘ultra-irrealismo’ di Ning Ken.

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Panel G

Identità? Non per forza. Cinesità e oltre nella letteratura sinofona moderna e contemporanea

Abstract: La questione identitaria rappresenta un tema centrale nella letteratura sinofona (lato sensu) che ha destato, e continua a destare, l’interesse degli studiosi sin dalla fine del Novecento, quando nei circoli letterari statunitensi scaturì un acceso dibattito sul significato di cinesità a cui seguì il lancio dei Sinophone Studies. Oggi “essere cinesi” si apre a molteplici interpretazioni che sfidano una concezione di identità pensata unicamente come appartenenza geografica, etnica, sociale e politica, giungendo a nuove possibilità emerse sulla scia di fenomeni come la diaspora, la globalizzazione e la crescente attenzione verso la tutela ambientale.
Il panel intende analizzare le diverse declinazioni del tema identitario nell’universo sinofono, superando i confini dello stesso e indagandone nuove accezioni attraverso il confronto tra case studies scelti nella letteratura moderna e contemporanea e non solo. Partendo da uno studio sulla percezione cinese della propria identità in epoca Qing, nel raffronto con l’Altro (mancese), si passerà alla crisi identitaria vissuta a Taiwan durante l’occupazione giapponese, con il caso specifico del modernista Weng Nao. Si giungerà poi al periodo contemporaneo dove saranno analizzati esempi di identità ibride nel contesto di un ritorno alla natura attraverso la memoria narrativa e nella ibridazione uomo-macchina al centro dell’opera fantascientifica dell’autore queer taiwanese Chi Ta-Wei.  A concludere il panel, un close reading sulla letteratura della diaspora dell’autrice sinoamericana Li Yiyun e uno studio sulla ridefinizione dell’identità letteraria taiwanese in epoca contemporanea che prenderà in esame l’opera di Huang Chong-kai.
Questa panoramica si vuole proporre come un’occasione di scambio su un tema da sempre discusso nella letteratura sinofona, rivolgendo lo sguardo anche su fenomeni contemporanei che hanno contribuito ad ampliarne i significati.

Coordinatrice: Silvia Schiavi (Università Roma Tre)

Discussant/Moderatore: Luca Pisano (Università di Genova)

Partecipanti:
Serena De Marchi: (Stockholm University): Memoria, identità e intertestualità nella scrittura della generazione millennial taiwanese: il caso di Huang Chong-kai.
Alessandra Pezza (Università di Milano-Bicocca): Il sesso degli androidi: queerness e ibridazione uomo-macchina nell’opera di Chi Ta-Wei.
Martina Renata Prosperi (Università Roma Tre): Il linguaggio umano. La letteratura di Yiyun Li oltre i limiti dell’esofonia.
Silvia Schiavi (Università Roma Tre): Identità confuse: crisi identitaria e cosmopolitismo nell’opera di Weng Nao.
Agostino Sepe (Università per Stranieri di Siena): Noi che recitavamo le odi in sella a un cavallo”: letterati cinesi in Manciuria e la percezione dell’identità.
Eugenia Tizzano (Università Roma Tre): Mo Yan e Yan Lianke tra identità ibrida e recupero della dimensione epico-mitica: spunti letterari per una ri-concettualizzazione dell’umano.

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Panel H

Transfer di conoscenze attraverso la traduzione missionaria: percorsi transculturali di testi ed immagini

Abstract: Come definito dall’omonimo libro di Susan Bassnett (2014 – New York: Routledge, 14), i Translation Studies sono una disciplina poliedrica, “not merely a minor branch of comparative literary study, nor yet a specific area of linguistics, but a vastly complex field with many far-reaching ramifications”. 
Il panel vuole riunire studiosi appartenenti a diversi ambiti disciplinari -letterario, artistico, linguistico, scientifico – per riflettere sulla complessità della traduzione e transfer di conoscenze prodotte nel contesto missionario cinese. Obiettivo è quello di discutere sullo scambio culturale partendo dall’analisi di diversi casi studio (testi, oggetti, immagini) trasportati dalla Cina all’Italia o/e viceversa, come esempio delle modalità traduttive e dell’influenza che l’intermediario missionario ha avuto nella realizzazione di nuovi prodotti culturali, che siano questi letterari, artistici o scientifici.
Attraverso i diversi case studies, distribuiti in periodi diversi su un arco temporale volutamente non limitato, il panel affronterà una serie di questioni importanti, come ad esempio, i metodi per tradurre concetti o parole straniere, gli agenti e i fruitori del prodotto, il rapporto tra traduzione e religione, l’agency del testo, le differenze tra i diversi ordini religiosi nonché la fortuna degli oggetti selezionati.

Coordinatrice: Arianna Magnani (Università di Enna “Kore”)

Discussant/ModeratriceStefania Stafutti (Università di Torino)

Partecipanti:
Antonio De Caro (University of Zurich): Immaginare, tradurre e inventare la santità: La morte di San Francesco Saverio a Shangchuan e la curiosa riscoperta della sua tomba alla fine del Seicento.
Raissa De Gruttola (Università degli Studi di Perugia): I periodici francescani negli anni ’30 in Cina: uno studio preliminare.
Feng Lisi (Università degli Studi di Milano): L’arte del Rinascimento italiano in Cina: lingua, cultura e rese traduttive.
Arianna Magnani (Università degli Studi di Enna “Kore”): Il mondo naturale come scala verso Dio: esempi di traduzione missionaria in lingua cinese.
Monica Romano (Pontificia Università Gregoriana): VerbumLogos o Dao? Dilemmi e strategie dei “missionari traduttori” della “Parola di Dio” in cinese.
Alessandro Tosco (Università degli Studi di Enna “Kore”): Orfani cinesi: traduzioni e ricezione europea di un libretto di epoca Yuan. 

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Panel I

Agostino Biagi (1882-1957): il sinologo ritrovato

Abstract: Questo panel intende riunire i contributi focalizzati sull’apporto di Agostino Biagi all’acquisizione e alla trasmissione del sapere tra Italia e Cina, attraverso una osservazione preliminare degli aspetti più rilevanti. La recente scoperta della figura di Agostino Biagi rappresenta sicuramente uno tra i casi più interessanti nell’ambito della sinologia italiana. Toscano di nascita, Biagi entra giovanissimo nella Chiesa francescana dove apprende le prime conoscenze della lingua cinese grazie all’incontro con dei giovani novizi cinesi. Nel 1902 si reca come missionario in Cina dove rimane alcuni anni ma, deluso dalla gestione della missione, torna in Italia entrando poco dopo in rotta di collisione con l’ordine, da cui decide di allontanarsi nel 1919. Diventa dunque pastore evangelico, andando a esercitare il proprio ministero a tutte le latitudini della nostra penisola, trovando a Genova la sua ultima dimora. Nel corso di una vita costantemente in movimento, spesso segnata dall’indigenza, non ha mai rinunciato all’amore verso gli ultimi e alla passione per la cultura del Regno di Mezzo. Una passione che lo accompagnerà per tutta l’esistenza e che lo spingerà a realizzare opere e traduzioni conservate dagli eredi per oltre mezzo secolo e oggi salvate dall’oblio. Nel lascito di Biagi, oggi conservato all’Accademia della Crusca, spicca sicuramente la monumentale traduzione cinese della Divina Commedia, a cui si accompagnano numerose traduzioni italiane di opere appartenenti alla tradizione letteraria e filosofica cinese, così come testi di natura didattica di cui Biagi si servì nei primi anni ’40 quando ottenne l’incarico come docente di cinese presso le sedi di Genova e Torino dell’ISMEO. Gli interventi dei partecipanti si concentreranno su una presentazione generale del corpus dei manoscritti depositati all’Accademia della Crusca, in particolare sulle grammatiche della lingua cinese, così come su alcuni aspetti della traduzione della Commedia, quali i riflessi della ricchezza polifonica e polisemica del testo dantesco nelle diverse versioni realizzate da Biagi. 

Coordinatore: Luca Pisano (Università di Genova)

Discussant/Moderatrice: Alessandra Brezzi (Sapienza Università di Roma)

Partecipanti:
Mauro Crocenzi (Università degli Studi Internazionali di Roma): Imparare e insegnare a «parlare con frase cinese»: una presentazione del Fondo Biagi presso l’Accademia della Crusca.
Anna Di Toro (Università per Stranieri di Siena): La grammatica cinese di Agostino Biagi tra riflessioni linguistiche e pratica didattica.
Emanuele Banfi (Università degli Studi Milano-Bicocca): Il cinese di Agostino Biagi e la ‘selva polifonica’ della Divina Commedia: proposta per una linea di ricerca.
Luca Pisano (Università di Genova): Riflessioni su alcuni zoonimi infernali della Divina Commedia nelle traduzioni di Agostino Biagi.

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Panel L

Gli italiani in Cina nel periodo moderno e contemporaneo: testimonianze, documenti, biografie. Il progetto “Database di Biografie degli italiani in Cina: 1866-1911” (DBIC 1866-1911)

Abstract: A partire dalla seconda metà del XIX secolo, con l’apertura forzata della Cina all’Occidente e lo stabilimento delle prime relazioni diplomatiche (1866) tra il Regno d’Italia e la dinastia Qing, un numero crescente di italiani si recò in Cina. Questo fenomeno continuò anche dopo la nascita della Repubblica e poi ancora durante i primi anni della Repubblica Popolare. Durante questo periodo la presenza italiana in Cina è stata variegata e di diversa natura: missionari, diplomatici, interpreti, giornalisti, mercanti, militari, sindacalisti, e rappresentanti di partito, con la creazione dell’importante insediamento italiano a Tianjin, la cosiddetta Concessione italiana di Tianjin, e di altre comunità di italiani a Shanghai, Pechino e Hankow. Sulla base del progetto “Database di Biografie degli italiani in Cina” il panel intende raccogliere interventi che approfondiscano questo fenomeno storico nelle sue diverse sfaccettature e nella sua dimensione diacronica.

Coordinatore: Davor Antonucci (Sapienza Università di Roma) 

Discussant/Moderatore: Federico Masini (Sapienza Università di Roma)

Partecipanti:
Federico Masini (Sapienza Università di Roma): Primi interpreti italiani al servizio del Regno d’Italia.
Davor Antonucci (Sapienza Università di Roma): Enrico Accinni e Lodovico Nocentini: due uomini al servizio del Regno d’Italia.
Alessandra Brezzi (Sapienza Università di Roma), Maurizio Marinelli (UCL London): La Cina di Giuseppe Salvago Raggi attraverso le fonti del fondo dell’Archivio storico del Senato.
Changxu Gao (Sapienza Università di Roma): Nessun uomo è un’isola: gli italiani nelle dogane cinesi nella seconda metà del XIX secolo
Jinxiao Wang (Università di Padova): Medico occidentale e letterato confuciano: il social network in Cina di Ludovico Nicola di Giura (1868-1947).
Chiara Lepri (Sapienza Università di Roma): CIAC, si gira! Cineasti Italiani alla volta della Cina (1896-1932).
Vincenza Cinzia CapristoCarlo Sforza e Galeazzo Ciano: due esponenti del Governo italiano al servizio delle Missioni cattoliche in Cina tra il XIX e il XX secolo.
Tiziana Lioi (Università degli Studi Internazionali di Roma): Appunti sulla Cina: zone di contatto e delegazioni politiche italiane nella Cina di Mao
Paolo De Giovanni (Università Cattolica Milano): Le missioni in Cina dell’Istituto Italo-Cinese negli anni Settanta.

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Panel M

Mobilità culturale tra Cina ed Europa negli ultimi 150 anni

Abstract: Traendo ispirazione dai recenti studi che coniugano ‘mobility studies’ e scienze umanistiche (Jöns, Meusburger, Heffernan 2017, Merriman and Pearce 2017) e dalle recenti ricerche sulla ‘cultural mobility’ (Greenblatt 2010), il panel intende analizzare alcune forme di produzione culturale scaturite dalla mobilità di cinesi verso l’Europa, nel corso degli ultimi 150 anni. La prima sessione prende in esame la produzione culturale (artistica, letteraria, politica) scaturita dalla mobilità di alcuni studenti cinesi all’inizio del XX e del XXI secolo, al fine di osservare e descrivere come i processi di mobilità influenzino e stimolino tale produzione culturale e facilitino la circolazione di idee e forme culturali originali. La seconda, attraverso l’analisi testuale di fonti di natura diversa, racconta di altre motivazioni alla mobilità, che viene quindi descritta da prospettive diverse: il turismo e lo stanziamento. La scrittura creativa e odeporica sono gli strumenti con cui osservare l’identità culturale ed esistenziale scaturita dalla mobilità. L’ultima sessione declina ancora in modo diverso la mobilità: scegliendo casi di spostamento dettati da motivi lavorativi ed economici, ne analizza la dimensione identitaria in chiave linguistica e semiotica.

Coordinatrici: Alessandra Brezzi (Sapienza Università di Roma), Valentina Pedone (Università di Firenze) 

Discussant/ModeratriceValentina Pedone

Partecipanti:
Mobilità per studio
Miriam CastorinaValentina Pedone (Università di Firenze): Liuxuesheng in Europa e produzione culturale.
Timon Gatta (Università di Tor Vergata): Il viaggio in Occidente di Cai Yuanpei: influenze europee sul suo pensiero filosofico e politico.
Alessandra Brezzi (Sapienza Università di Roma): La mobilità degli studenti cinesi in Europa all’inizio del ‘900: il caso di Sheng Cheng.
Gaia Perini (Università di Bologna) L’esperienza di Ba Jin in Francia nel biennio 1927-1928.     
Gao Changxu (Sapienza Università di Roma): Studio in mobilità: Tian Dewang e la sua esperienza all’Università di Firenze (1935-1937).
Turismo e altre forme privilegiate di mobilità
Federica Casalin (Sapienza Università di Roma): Roma museale e monumentale: gli itinerari culturali di alcuni viaggiatori tardo Qing nella capitale.
Giulia Rampolla (Università degli Studi Internazionali Roma): Farfalle tra la Cina e l’Europa: metafore e paradigmi di mobilità globale nella narrativa di Fang Lina.
Migrazione: mobilità a scopo economico e post-mobilità
Giuseppe Rizzuto (Università di Firenze): Migrazione e apprendimento del cinese: uno sguardo a partire dai mobilities studies.
Andrea Scibetta (Università per Stranieri di Siena): La ricostruzione della migrazione cinese in Italia attraverso legraphic novels: un’analisi plurilingue

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Panel N

La Russia come ponte tra Cina ed Europa nei secoli XVIII-XIX

Abstract: La Russia ha fatto da ponte tra la Cina e l’Europa sin dal XIII secolo, e lungo il filo del tempo ha assunto un proprio ruolo che a seconda delle varie epoche l’hanno accomunata più all’Europa o più alla Cina. Questo panel intende presentare alcuni spaccati di questo ruolo e delle relazioni sino-russe in epoche più recenti.  
Gli interventi esaminano della rappresentazione del ruolo di mediatrice impersonato dalla Russia, dell’espansione territoriale russa e dei problemi correlati alla migrazione interna russa nell’impero zarista verso oriente, e della definizione dell’identità nelle terre di confine, così come le relazioni diplomatiche e commerciali tra la Russia e la Cina; tutte queste tematiche mettono in evidenza il ruolo della Russia come il paese eurasiatico funga da ponte nei contatti e scambi tra Cina ed Europa.  

Coordinatrice: Aglaia De Angeli (Queen’s University Belfast)

Discussant/ModeratriceAglaia De Angeli (Queen’s University Belfast)

Partecipanti:
Aglaia De Angeli (Queen’s University Belfast): Questioni di governamentalità, la Manciuria: un territorio conteso fra Cina e Russia
Victoria Bogushevskaya (Università del Salento, Lecce): Soppiantati ma non dimenticati: i toponimi sinicizzati e sinitici nella regione di Primorye
Ornella De Nigris (Sapienza Università di Roma): Scambi artistici tra Cina e Russia negli anni Venti e Trenta del XX secolo
Alexander Titov (Queen’s University Belfast): L’appropriazione territoriale e la creazione del geo-corpo di Cina e Russia

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Panel O

Natura, tecnologia e uomo in prospettiva cinese

Abstract: Umanesimo, post-umanesimo e trans-umanesimo sono cifre ineludibili del dibattito internazionale contemporaneo. La definizione dell’uomo maschio, bianco, occidentale e razionale è sempre più vista come il contraltare naturale di un contesto economico neo-liberale guidato dalle logiche del mercato di consumo ormai in crisi. Tale definizione è quindi messa in discussione da un ampio spettro di prospettive: femminista, post-coloniale, anticonsumista, altromondista, della decrescita felice, ecc. Tale rosa di prospettive si riunisce in una critica che da un lato si sviluppa teoreticamente nella messa in discussione dell’effettiva universalità della definizione dell’umano data per assodata e dall’altro ne denuncia i limiti prammatici. Gli studi post-umani in particolare pongono in discussione l’antropocentrismo, il trascendentalismo, l’individualismo, il rapporto uomo-natura e uomo-non-umano (cfr. Braidotti, Raud, Valmisa, ecc.), offrendo delle prospettive rinnovate su questioni differenti come l’ecologia, l’intercultura, il rapporto uomo-macchina, le logiche di mercato, le nuove tecnologie integrate nel corpo e vita umane, la relazionalità umana, e così procedendo. Come ben noto, l’antropologia espressa dalle diverse scuole cinesi, dall’età classica al contemporaneo, è molto diversa dall’antropologia Euro-americana figlia del modernismo post-Illuminista. La relazionalità, la visione della natura, il rapporto con la tecnologia, sono cifre di questa differenza. In questo panel ci proponiamo di far dialogare esperienze di umano, post-umano e transumano dalla prospettiva e nel contesto della cultura cinese attraverso discipline diverse. Partendo da una esposizione filosofica dei termini in questione e delle antropologie in gioco, proseguiremo con una ricca presentazione di esempi letterari e artistici in cui evidentemente queste prospettive cinesi si presentano nella loro unicità e ricchezza. Un percorso tra contesti narrativi ipertecnologici e futuristi (ma mai così futuri!), ambienti naturali che celano foreste urbane, passando per visioni immanenti di un corpo cosmico.

Coordinatore: Selusi Ambrogio (Università di Macerata)

Discussant/ModeratoreGiorgio Trentin (Università di Macerata) 

Partecipanti:
Lavinia Benedetti (Università di Catania, sede di Ragusa): Dal passato remoto al futuro anteriore: ustopia nei racconti di Feng Tang.
Selusi Ambrogio (Università di Macerata): L’antichità del post-umano: il corpo cosmico e la sua inclusività.
Marco Meccarelli (Università di Catania, sede di Ragusa): Il senso della tradizione (guyi) nel post-shanshui: il nuovo paesaggio artistico.

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Panel P

Politica, ideologia e sviluppo scientifico: il ruolo della scienza, della medicina e della tecnologia nella costruzione dello Stato cinese moderno

Abstract: Il panel intende esaminare il processo di costruzione dello Stato cinese moderno dalla prospettiva di alcuni dei principali contesti e settori strategici nazionali, dall’ambito medico-sanitario, a quello della difesa nazionale, alla sfera scientifico-tecnologica in senso più ampio.
L’ingresso della scienza occidentale in Cina, l’avvio delle cosiddette “Quattro modernizzazioni” e i mutamenti occorsi nel settore militare del Paese, tanto a livello organizzativo, quanto a livello dottrinale, rappresentano soltanto alcuni dei più significativi passaggi nel percorso di costruzione e ammodernamento dello Stato cinese nei secoli XX e XXI secolo. Nel corso di tale processo, l’ambito medico, tecnologico e della difesa nazionale hanno svolto un ruolo cruciale, dimostrando non solo come i percorsi di innovazione siano funzionali al rafforzamento del potere statale, ma anche come essi siano stati ampiamente influenzati dall’evoluzione storico-politica del Paese. 
A partire da tali considerazioni, attraverso una serie di casi studio il presente panel si propone di analizzare il modo in cui i diversi ambiti qui considerati abbiano contribuito allo sviluppo della Cina moderna, anche al fine di rafforzare il senso di identità e coesione nazionale e proiettare il Paese sulla scena internazionale. Innanzitutto, verrà esplorato il modo in cui alcune personalità di rilievo abbiano contribuito alla ricerca e alla pratica medica, nonché alla creazione delle istituzioni sanitarie cinesi, ponendo particolare attenzione al ruolo svolto dalle donne nelle attività di soccorso e assistenza durante gli anni della Seconda Guerra mondiale. Parimenti, si porrà in risalto l’apporto di alcuni personaggi politici allo sviluppo delle tecnologie di punta, come nel caso di quelle appartenenti alla filiera dell’aerospazio. All’ambito della rilevanza strategica del settore scientifico e tecnologico sarà altresì legato il tema della difesa nazionale, soprattutto in relazione all’ammodernamento delle forze armate del Paese. 
Il panel, pur muovendo da una prospettiva storico-politica, si propone come una proposta eventualmente aperta anche a contributi relativi ad aspetti linguistico-lessicali, letterari e di traduzione legati al tema in questione o comunque funzionali all’analisi del ruolo svolto da medicina, difesa, scienza e tecnologia nel processo di costruzione dello Stato moderno cinese e nella sua internazionalizzazione.

Coordinatori: Federica Cicci (Università Ca’ Foscari Venezia), Tonio Savina (Università di Roma Sapienza) 

Discussant/ModeratriceMarina Miranda (Sapienza Università di Roma)

Partecipanti: 
Federica Cicci (Università Ca’ Foscari Venezia): Nelle mani degli altri: pratiche medico-missionarie e attività di soccorso femminili durante la Seconda guerra mondiale in Cina.
Tonio Savina (Sapienza Università di Roma): Lo sviluppo aerospaziale della RPC negli anni ‘80: il contributo di Zhao Ziyang all’implementazione del cosiddetto “Piano 863”
Simone Dossi (Università di Milano Statale): Scienza e tecnologia nella costruzione della difesa nazionale. Alcune continuità nella storia della Repubblica popolare cinese.
Giulia Sciorati (Università di Trento): La diplomazia sanitaria con caratteristiche cinesi: memoria storica e scienza nel racconto della cooperazione con Kazakistan e Kirghizistan durante COVID-19. 
Emma Lupano (Università degli studi di Cagliari): Introduzione all’Intelligenza Artificiale cinese: testi e parole chiave. 

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Panel Q 

Discorso e politica nella Cina contemporanea

Abstract: Il panel ha l’obiettivo di esplorare il ruolo del discorso nel normare, legittimare o trasformare valori, visioni e pratiche politiche nella Cina contemporanea. L’assunto di base condiviso dai relatori è che esista una relazione intima e dinamica fra usi della lingua, contesti socio-culturali e processi politici (Wang & Tsung 2015). Come Jones (2019:55), riteniamo che la produzione di un testo di rilevanza politica e sociale non sia un processo ideologicamente neutro, ma al contrario recepisca e plasmi visioni del mondo e relazioni di potere. Tale rapporto tra lingua, ideologia e potere è stato lungamente esplorato anche nel contesto della Cina comunista (v., tra gli altri, Schoenhals 1992; Brown 2015; Cao 2019; Lams 2019; Li 2019; Link 2013).
Sulla base di queste premesse, il panel vuole offrire uno stato dell’arte delle più recenti analisi del discorso politico cinese contemporaneo secondo una prospettiva interdisciplinare, privilegiando approcci innovativi sia nella metodologia (ad es., approcci misti di ricerca, che integrino analisi quantitativa e qualitativa; digital humanities) che nei temi affrontati (ad es., eco-linguistica). Accanto alle singole presentazioni, il panel prevede una componente di discussione interattiva, finalizzata a esplorare il potenziale dell’analisi del discorso per una comprensione più profonda e accurata delle dinamiche politiche nella Cina di oggi. Questa componente sarà introdotta dal discussant, nella fattispecie uno scienziato sociale attento osservatore della vita politica cinese. Infine, uno spazio dedicato sarà eventualmente riservato a giovani ricercatori e ricercatrici alle prime fasi della propria carriera, che abbiano avviato studi particolarmente promettenti sul piano della rilevanza scientifica e sociale.

Coordinatori: Daniele Brombal (Università Ca’ Foscari Venezia), Sergio Conti (Università Roma Tre)

Discussant/Moderatore: Giovanni B. Andornino (Università di Torino)

Partecipanti:
Daniele Brombal (Università Ca’ Foscari Venezia): Impiegare la scrittura creativa per trasformare la pianificazione ambientale. Evidenze da un esperimento ecolinguistico.
Sergio Conti (Università Roma Tre), Laura Locatelli (Università Ca’ Foscari Venezia) e Pui Yiu Szeto (Università Ca’ Foscari Venezia): La lingua dei report ESG sulla sostenibilità delle aziende cinesi quotate: un’analisi preliminare corpus-assisted secondo la prospettiva ecolinguistica.
Carmen Lepadat (Università Roma Tre): Discorso politico e tematiche sociali nelle Olimpiadi invernali di Pechino 2022: parole chiave nella stampa cinese, hongkonghese e singaporiana.
Michele Mannoni (Università di Verona): Metafore concettuali per i termini giuridici cinesi che identificano le persone vulnerabili.
Carlotta Sparvoli (Università Ca’ Foscari Venezia): L’argomentazione sui principi fondamentali di politica estera. Analisi testuale e dei commenti ufficiali su “La posizione cinese sulla soluzione politica della crisi ucraina”.

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Panel R

I media nella Cina del XXI secolo tra politica e intrattenimento: testi, discorsi, narrazioni

Abstract: Il presente panel intende adottare la prospettiva poliedrica offerta dallo studio dei media per indagare alcune delle principali narrazioni e rappresentazioni della Cina contemporanea. In particolare, il panel si propone di analizzare come il discorso politico e istituzionale venga costruito, veicolato e divulgato attraverso differenti media, testi e linguaggi nella Cina di Xi Jinping (2012-). L’analisi si rivolgerà non solo ai prodotti degli organi di informazione ufficiali, ma anche a quelli dell’industria culturale con l’obiettivo di chiarire come discorso ufficiale e non partecipino al consolidamento del ‘potere discorsivo’ della Repubblica Popolare Cinese.
Attingendo a un’ampia gamma di fonti e affrontando un vasto repertorio di temi (compresi, a titolo esemplificativo e non esaustivo, istruzione, Covid e Olimpiadi), il panel indagherà la rappresentazione di determinati attori del discorso politico (ad es. la figura di Xi Jinping in Cina e all’estero) e di precisi costrutti ideologici (ad es. i valori centrali socialisti e i concetti di tianxia 天下 e fuxing 复兴).
Adottando diverse metodologie d’analisi (ad es. approccio storico, analisi – critica, quantitativa e qualitativa – del discorso, ecc.), si esaminerà come media e politica cinesi interagiscano a livello nazionale e all’estero al fine di influenzare la narrazione del paese fuori dalla Cina. Si rifletterà inoltre su come la costruzione di determinate narrazioni si cristallizzi, attraverso diversi generi del discorso, in formule ‘corrette’ (tifa 提法) del linguaggio politico contemporaneo, e si illustrerà come specifiche letture critiche di testi e dinamiche concernenti le industrie culturali, l’intrattenimento e la pubblicità siano in grado di far emergere narrazioni aderenti al discorso ufficiale e come queste si intersechino in maniera complessa con il valore commerciale dei prodotti mediatici esaminati.

Coordinatrici: Martina Caschera (Università di Bergamo), Tanina Zappone (Università di Torino) 

Discussant/ModeratriceAlessandra Lavagnino (Università Milano Statale)

Partecipanti:
Chiara Bertulessi (Università di Milano Statale): Lettere, messaggi e stampa ufficiale: la funzione interpersonale del discorso politico cinese.
Martina Caschera (Università di Bergamo): Da Baishe a Qingshe: rappresentare spazio e tempo nell’animazione cinese contemporanea.
Clara Galzerano (Università Ca’ Foscari Venezia): Le agenzie di stampa ANSA e Xinhua dal 1949 a oggi: limiti e potenzialità nello sviluppo delle relazioni.
Emma Lupano (Università di Cagliari): Di Olimpiadi, ponti e understatement. Potere discorsivo e traduzione giornalistica nell’edizione italiana del Renmin ribao.
Bettina Mottura (Università di Milano Statale): Stampa ufficiale, discorso politico ed epidemia da COVID-19 in Cina.
Gianluigi Negro (Università di Siena): Metaverso in Cina. Uno sguardo al passato.
Giovanna Puppin (Università di Genova): Olimpiadi cinesi e cultura promozionale: uno studio sull’identità visiva e la promozione dei Giochi Invernali di Pechino 2022.
Natalia Riva (Università Cattolica di Milano): Intrattenimento, educazione e propaganda nelle serie TV a tema medico nell’era di Xi.
Valeria Varriano (Università di Napoli L’Orientale): Sotto il cielo una sola grande arte gastronomica.
Tanina Zappone (Università di Torino): Il posizionamento internazionale della RPC attraverso le conferenze stampa di governo. Il caso del conflitto Russia-Ucraina.  

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Panel S

La calligrafia cinese tra contaminazioni artistiche e nuovi linguaggi espressivo-comunicativi

Abstract: La calligrafia ha da sempre rappresentato in Cina la “Regina delle arti”, essendo strettamente legata al sistema significante della scrittura cinese, che costituisce in sé un forte elemento identitario per il popolo cinese che in essa ha sempre riconosciuto il proprio codice comunicativo e un importante strumento di coesione sociale, oltreché di espressione culturale. 
Unendo codici linguistico-letterari e una spiccata artisticità delle sue linee a inchiostro, la calligrafia ha rappresentato il massimo veicolo di espressione personale e ha contribuito alla continuità della tradizione artistico-culturale cinese. L’emergere di nuovi elementi all’interno di questa tradizione estremamente coesa e potente è sempre stato un indicatore di cambiamenti culturali in atto, a partire dalla dall’antichità e fino a oggi. In particolare, in età contemporanea la calligrafia ha assunto nuove forme, lasciandosi contaminare da linguaggi artistici contemporanei (per es. arte concettuale, arte digitale e videoarte), rielaborando forme antiche (per es. i pittogrammi sono diventati pitture naif e le calligrafie corsive quadri astratti), aprendosi alle pratiche performative (performance art, danza, teatro e musica), invadendo le strade con varie forme di writing e street art e scegliendo supporti vecchi e nuovi all’interno delle arti decorative e applicate per finalizzare il suo utilizzo a strategie commerciali (per es. usando calligrafie per decorare costose porcellane, creare loghi accattivanti o dare forma ad abiti glamour). All’interno di questo scenario, il panel si propone di esplorare alcune di queste modalità innovative in cui si presenta attualmente la calligrafia, riflettendo sulla sua trasformazione e sul significato sotteso al suo utilizzo extra moenia. Il panel intende aprirsi anche a un confronto diacronico e un approccio interdisciplinare, per accogliere qualsiasi ricerca legata alla storia della calligrafia e delle sue innovazioni e alla riflessione critica ed estetica dell’uso dei caratteri cinesi all’interno di codici comunicativi che appartengono alla contemporaneità cinese.

Coordinatrice: Adriana Iezzi (Università di Bologna)

Discussant/ModeratoreMarco Meccarelli (Università di Catania)

Partecipanti: 
Adriana Iezzi (Università di Bologna): Nuove forme di calligrafia nella Cina contemporanea: un caso di studio.
Daniele Caccin (Università di Bologna): Il movimento sperimentale dell’inchiostro di Wang Dongling tra tradizione e innovazione.
Martina Merenda (Università di Bologna): Calligrafia e performance art nella Cina contemporanea
Marta R. Bisceglia (Università di Bologna): La nuova era dei graffiti cinesi: calligrafia, bombing e ‘prose-basedgraffiti’.            
Federica Mirra (Birmingham City University): Dishu 地书: calligrafia nella Cina urbana contemporanea.

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Panel T

Luoghi di culto e pratiche religiose dei cinesi in Italia

Abstract: Il rapporto tra la migrazione cinese e la religione costituisce un tema di crescente interesse per la comunità scientifica internazionale, ma risulta ancora insufficientemente esplorato all’interno del contesto italiano. Quali sono i luoghi di culto a cui si rivolgono i cinesi di Italia? A quali pratiche si dedicano e in quali tradizioni o denominazioni si riconoscono? Il nostro panel si propone di intraprendere una ricerca sulla religiosità dei cinesi in Italia, fenomeno attualmente oggetto di studio solo attraverso specifici casi, ma ancora privo di una adeguata mappatura delle molteplici realtà coinvolte e delle loro reciproche interconnessioni.
La maggior parte dei cinesi in Italia si identifica come cristiana o buddhista. I cristiani appartengono principalmente alla denominazione evangelica e, in alcune aree, sembrano costituire un terzo della popolazione migrante. La chiesa cristiana evangelica cinese, fondata a Roma nel 1981, è ben distribuita su tutto il territorio nazionale ed esibisce un’organizzazione articolata e strutturata. Non mancano inoltre cinesi di fede cattolica, sia per tradizione, sia di recente affiliazione. A questi si aggiungono le esperienze di fede cattolica di sacerdoti, religiosi e religiose di nazionalità cinese che vivono in Italia stabilmente o per periodi più o meno brevi di formazione e servizio pastorale. D’altro lato, il buddhismo cinese è rappresentato da tre influenti istituzioni semi-monastiche, situate a Roma, Prato e Napoli (affiliate rispettivamente a un monastero di Taiwan e due della RPC), e da una serie di altri centri buddhisti minori. La Chiesa Taoista di Italia, con sede a Caserta, è prevalentemente frequentata da affiliati italiani, benché attragga anche alcuni migranti di origine cinese. Su tutto il territorio vi sono inoltre numerosi “templi-garage”, buddhisti, daoisti e/o della religione popolare, una realtà diffusa ma meno visibile e ad oggi pressoché inesplorata. Non mancano infine cinesi dediti alle nuove religioni e alle religioni digitali. I luoghi di culto sono situati nelle principali aree interessate dall’immigrazione cinese (Prato e Firenze, Roma, Napoli, Monza e Milano, Bologna, Mestre e Padova, ecc.). 
Alla luce della proliferazione e progressiva diversificazione di luoghi di culto cinesi su tutto il territorio, riteniamo sia opportuno e doveroso che la sinologia italiana cominci a occuparsene in modo più sistematico di quanto fatto sino ad oggi. 

Coordinatrici: Ester Bianchi (Università di Perugia), Francesca Tarocco (Università Ca’ Foscari Venezia)

Discussant/Moderatrice: Elisa Maria Giunipero (Università Cattolica Milano)

Partecipanti:
Ester Bianchi (Università di Perugia): Affiliazioni e funzioni del Buddhismo cinese in Italia. Il caso dello Huayisi 華義寺di Roma.
Daniele Brigadoi Cologna (Università dell’Insubria): Aspetti sciamanico-taoisti della religione dei migranti del Zhejiang e il culto degli antenati.
Raissa De Gruttola (Università di Perugia): Formazione e servizio di sacerdoti e religiosi cattolici cinesi in Italia.
Monica Romano (Pontificia Università Gregoriana): Uso e ricezione della Bibbia tra i cattolici cinesi in Italia.
Eva Salerno (Institut Catholique de Paris): La diaspora cattolica cinese in Italia: analisi etnografica del ruolo delle strutture ecclesiastiche.
Jacopo Scarin (Università Ca’ Foscari Venezia): Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni: la diaspora cinese in Italia, costruzione di senso e risacralizzazione.
Francesca Tarocco (Università Ca’ Foscari Venezia): Performance, propaganda e proselitismo: Shen Yun in Italia.

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PROPOSTE INDIVIDUALI

In ordine alfabetico

Daniele Beltrame (Università Ca’ Foscari Venezia): Memorie del Grand Tour. Il diario italiano di Li Jianwu.

Massimiliano Canale (Università di Napoli L’Orientale): L’eremita libertino: il discorso antipolitico nella lirica erotica di Liu Yong.

Laura De Giorgi (Università Ca’ Foscari Venezia): La Cina in prima pagina: uno studio della collezione di quotidiani in lingua cinese di Cesare Poma (1862-1932) custoditi nella Biblioteca Apostolica Vaticana.

Paolo De Troia (Sapienza Università di Roma): Tradurre il mondo: JCT un glossario geografico/analitico dei testi missionari in cinese del XVII secolo.

Franco Gatti (Università Ca’ Foscari Venezia): Maghi e truffatori alla corte di Zhongzong 中宗 (r. 684; 705-710): Ye Jingneng 葉靜(靖)能 (?-710) e Zheng Pusi 鄭普思.

Sofia Graziani (Università di Trento): Il tardo periodo maoista nella storiografia cinese: tendenze e sviluppi più significativi a partire dagli anni Novanta.

Cloe Gu (Sapienza Università di Roma): Considerazioni preliminari su tradizione favolistica e linguistica comparativa nello Yìshí yù yán 意拾喻言di Robert Thom.

Antonio Leggieri (Università del Salento): Guzhang Juechen e la vertigine della lista.

Federico Madaro (Politecnico di Torino-Tsinghua University): Le rovine nell’antichità cinese. L’assenza come simbolo della vittoria del decadimento delle cose.

Alessandra Melis (Università di Cagliari): Covid-19, medicina tradizionale e agopuntura: la ricerca dell’equilibrio tra identità e modernità in ambito medico.

Guido Samarani (Università Ca’ Foscari Venezia): Il Pcc e gli anni della lotta rivoluzionaria (1921-49): nuovi approcci storici e storiografici.

Cristiana Turini (Università di Macerata): Tempo e divinazione: relazioni tra dimensioni lungo il confine sino-tibetano.

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TAVOLE ROTONDE

Tavola Rotonda A

La popolazione studentesca universitaria italiana e la Cina: percezioni e competenze

Abstract: A distanza di tre anni dalla firma del MoU italo-cinese per la collaborazione allo sviluppo della Belt and Road Initiative, una serie di avvenimenti in rapida successione ha significativamente inciso sulle percezioni della Cina all’estero (PEW Research Center, 2022). La pandemia da Covid-19, la nuova legge sulla sicurezza nazionale applicata a Hong Kong, le tensioni intorno al trattamento delle minoranze etniche nel paese e – da ultimo – l’atteggiamento di Pechino rispetto all’invasione russa dell’Ucraina hanno indotto molti osservatori a ritenere che siano state superate, da parte cinese, alcune “soglie normative” critiche (Miller et al., 2015), determinando un cambio di atteggiamento verso la Cina destinato a radicarsi nel pubblico italiano e occidentale.
In questa cornice si è svolta la prima indagine campionaria sistematica sulle percezioni della Cina presso un “pubblico attento” (Almond, 1950) particolarmente strategico per uno sviluppo efficace e sostenibile delle relazioni italo-cinesi: gli studenti universitari italiani impegnati in percorsi di studio aventi come focus le relazioni politico-economiche internazionali o lo studio della lingua e cultura cinese. La Tavola rotonda presenta i dati raccolti su un campione di 1.187 studentesse e studenti immatricolati in 17 atenei italiani. Le evidenze che emergono analizzando le conoscenze possedute dai partecipanti alla survey e le opinioni da questi espresse offrono preziose indicazioni di contesto per chi è impegnato nella formazione delle prossime generazioni di operatori delle relazioni Italia-Cina.
La Tavola rotonda prevede la presentazione e il commento dei dati della survey come premessa per un confronto aperto al contributo di colleghe e colleghi presenti in sala.

Coordinatore: Giovanni B. Andornino (Università di Torino)

Discussant: Laura De Giorgi (Università Ca’ Foscari Venezia), Marina Miranda (Sapienza Università di Roma)

Partecipanti:
Giovanni B. Andornino (Università di Torino)
Daniele Brigadoi Cologna (Università dell’Insubria)

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Tavola Rotonda B

Insegnare la letteratura cinese con le TIC, tra competenze tradizionali e digitali

Abstract: Negli ultimi vent’anni la riflessione teorica e metodologica sulla didattica della letteratura si è arricchita di numerosi contributi volti ad approfondire le applicazioni delle nuove tecnologie e le loro implicazioni in termini di apprendimento (Gigliozzi 2003; Mazzarella 2008; Anichini 2010; Gui 2010 e 2012; Casati 2013; Giusti 2020). Progettare l’insegnamento e l’apprendimento intorno alle nuove tecnologie, cercando un giusto equilibrio tra competenze tradizionali e competenze digitali, richiede un “atteggiamento da designer” (Casati 2013: 88) al fine di individuare e scegliere i metodi e gli strumenti adeguati ai diversi contesti di insegnamento. Proseguendo la riflessione avviata con il convegno nazionale Insegnare la letteratura cinese: materiali e metodi, esperienze e prospettive (Università di Roma Sapienza, 3-4 febbraio 2023), la tavola rotonda si propone come un’occasione di approfondimento tematico sull’uso delle nuove tecnologie applicate all’insegnamento della letteratura cinese, per condividere esperienze didattiche basate sui materiali attualmente disponibili e riflettere sull’implementazione di strumenti tecnologici integrativi, in particolare volti a sviluppare le potenzialità dell’ipertesto nello studio di opere letterarie in lingua originale e/o in traduzione. 
Per aderire alla tavola rotonda non è richiesto l’invio di un abstract, ma solo una comunicazione via mail alla coordinatrice del panel entro il 12 maggio.   

Coordinatrice: Federica Casalin (Sapienza Università di Roma)

Partecipanti:
Alessandra Brezzi (Sapienza Università di Roma) 
Federica Casalin (Sapienza Università di Roma) 
Silvia Pozzi (Università di Milano Bicocca)
Luca Stirpe (Università di Chieti-Pescara G. d’Annunzio)

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