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SUMMARY:Conferenza di Siegmund Ginzberg: "Cina: grandi amori e grandi odii"
DESCRIPTION:Cina: grandi amori e grandi odii \nSiegmund Ginzberg (giornalista e scrittore) \nMercoledì 19 aprile\, ore 10:30\nUniversità degli Studi di Milano\, Polo MIC\, Aula T10\nModera Chiara Bertulessi \nCi siamo tanto amati e tanto odiati\, si potrebbe dire. Amore e odio per la Cina si alternano\, a cicli\, da molti secoli. Il racconto sulla Cina ha i propri corsi e ricorsi. Da un po’ di tempo è tornata di moda la grande paura. I gesuiti\, poi Voltaire e gli illuministi\, fino ai Sessantottini la portavano a modello\, specchio delle proprie sperane e illusioni. Poi venne l’epoca del “Pericolo giallo”\, della paura dell’invasione degli immigrati in America e in Europa. Dal “La Cina è vicina” all’esaltazione della Cina Number One della globalizzazione\, ora si è passati al “Fermare la Cina” e alla “Guerra inevitabile” tra Cina e Occidente. Forse non è così inevitabile. E comunque il vero problema è che\, amati o odiati che sia\, ci siamo da sempre poco capiti. \nSiegmund Ginzberg è nato a Istanbul nel 1948 in una famiglia ebrea giunta a Milano negli anni Cinquanta. I nonni furono sudditi dell’impero ottomano. Dopo gli studi in filosofia ha intrapreso l’attività giornalistica ed è stato una delle storiche firme de “l’Unità”\, quotidiano per cui ha lavorato a lungo in Cina\, Iran\, India\, Giappone\, Corea del Nord e del Sud\, oltre che a New York\, Washington e Parigi. Oltre alla selezione di scritti Sfogliature (2006)\, ha pubblicato Risse da stadio nella Bisanzio di Giustiniano (2008)\, e il romanzo familiare Spie e zie (2015). Per Feltrinelli\, oltre al recentissimo Colazione a Pechino (2022)\, Sindrome 1933 (2019) e Racconti contagiosi (2020). \nL’incontro è organizzato dal Contemporary Asia Research Centre (CARC) e dall’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano\, in collaborazione con il Dipartimento di Lingue\, Letterature\, Culture e Mediazioni dell’Università degli Studi di Milano.
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